I Nativi Mericani adottavano un approccio olistico nel trattamento medico, che si basava in larga misura sulle piante, visti i loro speciali benefici.
Quando si tratta di rimedi erboristici, molti di noi sanno dei benefici delle echinacea come antibiotico, della corteccia di salice come antidolorifico e dell’aloe come anestetico topico e trattamento per problemi di pelle. Ma questa è solo una conoscenza generale, se paragonata a quella profonda degli sciamani nativi americani.
Costoro svilupparono una ruota molto simile al concetto di yin/yang della medicina asiatica. L’uso di rimedi erboristici ed altre forme alternative di trattamento era medicina d’avanguardia nei loro tempi. Si trattava di un approccio olistico nel trattamento medico, che si basava in larga misura sulle piante, visti i loro speciali benefici.
Nel seguito una lista di piante indigene, di alberi, frutti e fiori specifici del Nord America che hanno benefici sorprendenti così come definiti dalle tribù native americane. Se e quando i tempi si fanno difficili, può essere buona cosa tenere in mente queste antiche cure.
Sono anche buone per le necessità quotidiane, considerata l’alta efficacia di alcuni di loro. Il tè di liquirizia per esempio è ottimo per il mal di gola. È anche interessante che molte di queste cure naturali siano ancora in uso oggigiorno, tra queste la cera d’api, il polline, la camomilla. Tutto cio’ dimostra come si siano divulgati nei secoli, i benefici della saggezza.
È difficile sapere come i Nativi Americani determinassero quali piante potevano avere proprietà medicinali; probabilmente uno degli approcci da loro usati era fare la prova e imparare dall’errore.
Si pensa anche che osservassero gli animali malati, quando mangiavano certe piante e determinassero così che quelle piante dovevano avere una certa proprietà che valeva la pena indagare. Da allora, gli studi scientifici hanno verificato il valore medicinale di molte piante. Infatti la comune aspirina deriva dalla salicina, una sostanza chimica contenuta nella corteccia interna del salice, che veniva usata in tempi antichi per la febbre e dolore.
Queste medicine venivano di solito somministrate come tisane o impacchi sia ingeriti che applicati esternamente. A volte si mangiavano le piante come cibo o venivano aggiunte all’acqua o al cibo. In alcuni casi veniva applicata una poltiglia o unguento, sulle ferite aperte.
Nella lista che segue ho omesso molti rimedi naturali. Mi sono anche imbattuto nell’uso del vischio, che è però tossico e se non usato correttamente i risultati possono essere controproducenti, se non letali.
Ho trovato molte ripetizioni. Sembra che tutto sia bene per diarrea e tosse. Anziché fare una lista infinita di piante che curano la stessa cosa, ho cercato di isolarne alcune, che potete trovare e riconoscere.
Ecco la lista:
Alfalfa: migliorare la digestione e viene usata per evitare coaguli, allo stesso tempo di puo’ usare per migliorare l’artrite, le condizioni di vescica e reni e le ossa. Rafforza il sistema immunitario.
Aloe, una pianta-cactus. Le spesse foglie possono essere spremute per ricavare una densa linfa, che puo’ essere usata sulle bruciature, le punture di insetto e le ferite
Pioppo: la corteccia interna è usata nelle tisane per trattare la febbre, la tosse, e il dolore. Contiene salicina, che si trova anche nei salici e che è un ingrediente base della aspirina.
Polline: quando unito al cibo può incrementare energia, sostenere la digestione e aumentare il sistema immunitario. Se siete allergici alle punture d’api lo sarete anche probabilmente al polline
Cera d’Api: usata come balsamo per bruciature e punture di insetto, inclusi le punture delle api. La si deve usare solo esternamente.
Mora: quando radici corteccia e fogli vengono sminuzzate e usate come infuso, trattano diarrea, riducono l’infiammazione e stimolano il metabolismo. Come gargarismo per mal di gola, ulcere alla bocca ed infiammazione alle gengive.
Lampone Nero: le radici di questa pianta vengono spezzate e usate come tisana oppure bollite e masticate per alleviare tosse, diarrea e cattivo funzionamento dell’intestino
Grano Saraceno: i semi vengono usati nelle zuppe e porridge, per abbassare la pressione, in caso di coaguli e per alleviare diarrea
Pepe di Cayenna: i baccelli vengono usati come antidolorifico, se presi con cibo o nel tè. viene usato anche per trattare artrite e disturbi digestivi. A volte viene applicata alle ferite in forma di polvere, per aumentare il flusso sanguigno ed agire come antisettico e anestetico per neutralizzare il dolore
Camomilla: le foglie dei fiori vengono usate come tè per trattare problemi intestinali e nausea
Prugnolo: Dalle tribune attive veniva considerato come un trattamento per tutti i problemi, le bacche venivano denocciolate, essiccate, spezzettate per fare tè o una poltiglia e trattare una serie di disturbi., tra cui diarrea, tosse, raffreddori, influenza, nausea e infiammazione. Come balsamo invece veniva usato per trattare scottature e ferite. Il nocciolo del prugnolo, molto simile ai semi di mela, è tossico ad alte concentrazioni.
Echinacea: è una classica medicina dei nativi americani utilizzata per rafforzare il sistema immunitario, combattere infezioni e febbre. È anche usata come antisettico e trattamento generale per raffreddore, tosse e influenza.
Eucalipto: l’olio estratto dalle foglie dalle radici è un trattamento popolare se messo nelle tisane, usato anche per trattare tosse, mal di gola, influenza e febbre. È tuttora usato ai nostri giorni come ingrediente negli gocce -sciroppi per la tosse
Finocchio: una pianta dal sapore di liquirizia, anche masticata, per alleviare tosse, mal di gola, problemi digestivi, allevia la diarrea ed era un trattamento generale per i raffreddori. Si usa anche come cataplasma per alleviare problemi agli occhi e per il mal di testa.
Partenio: usato ancora ai nostri giorni come sollievo naturale per febbre e mal di testa, inclusi forti mal di testa come emicranie, può anche essere usato per problemi digestivi, asma e dolori alle articolazioni e ai muscoli.
“Erba della febbre” [Eupatorium perfoliatum]: un altro rimedio utilizzato per dolore generale, prurito e rigidità articolare. Può essere ingerita come un tè, o masticata oppure frantumata per farne un impasto da cui ricavare un unguento o un impiastro
Radice di zenzero: un’altra super pianta nella medicina dei Nativi Americani; la radice veniva sminuzzata e consumata con il cibo, come tisana oppure come balsamo o cataplasma. Noto fino ai nostri giorni per la sua capacità di alleviare problemi digestivi, è anche un anti-infiammatorio, sostiene la circolazione e può alleviare raffreddori, tosse e influenza, in aggiunta alla bronchite e ai dolori articolari
Ginseng: questa è un’altra erba contemporanea che ha una storia che si rifà a culture di millenni. Le radici venivano usate dai nativi americani, come conservante per il cibo e nelle tisane, come cataplasma per trattare la fatica, per aumentare l’energia, il sistema in immunitario e sostenere la funzione del fegato e dei polmoni. Anche foglie e gambi venivano usati, ma la radice ha la maggiore concentrazione di ingredienti attivi
Asteracea: mentre oggigiorno viene considerata fonte di allergie e starnuti, dai Nativi Americani veniva considerata un po’ una panacea. Usata come tè, in aggiunta al cibo e come balsamo topico, viene usata per trattare bronchiti, congestioni pettorali fino a influenze, raffreddori infiammazione, ma di gola e come antisettico per ferite e abrasioni
Caprifoglio: le bacche, i gambi, i fiori e le foglie sono impiegate per uso topico contro le punture d’ape e le infezioni della pelle. Come tisana, viene usato per raffreddori, mal di testa e mal di gola. Ha anche delle proprietà anti-infiammatorie.
Luppolo: come tisana è usato per problemi digestivi e spesso unito ad altre erbe o piante come l’aloe, per rilassare i muscoli. È anche usato per lenire mal di denti e mal di gola
Liquirizia: radici e foglie possono venire impiegate per tosse, raffreddori, mal di gola. La radice può anche essere masticata per alleviare mal di denti.
Verbasco: in infusione come tisana, o aggiunto ad insalate o altro cibo, questa è una pianta che è stata usata dai Nativi Americani per trattare infiammazione, tosse congestione e afflizioni polmonari in generale. È piuttosto popolare ed è possibile che l’abbiate anche nel vostro giardino di casa.
Fiore della Passione: le foglie le radici sono usate per fare una tisana per trattare ansia e dolori muscolari. Si può anche fare un cataplasma per ferite alla pelle, come bruciature, punture di insetti e vesciche
Trifoglio rosso: cresce ovunque ed i fiori, le foglie e le radici vengono di solito usate come infusi o per decorare il cibo. Si usa per a infiammazione, per migliorare la circolazione, e trattare problemi respiratori.
Rosa Canina: questa è quella bacca che va dal rosso all’arancione che è il frutto della rosa canina. E’ nota per avere un altissimo contenuto di vitamina C e quando consumata intera, sminuzzata in una tisana o aggiunta al cibo, vien usata per trattare raffreddori, disturbi intestinali, come antisettico, e per trattare infiammazioni.
Rosmarino: un membro della famiglia dei pini viene usato nel cibo e come tisana per trattare dolori muscolari, migliorare la circolazione e come purificatore generale per il metabolismo
Salvia: un ampio cespuglio, molto diffuso nel Nord America, è un naturale repellente per gli insetti, e puo’ essere usato per i disturbi digestivi piu’ comuni, per raffreddori e mal di gola
Menta: veniva molto usata dalle tribù native americane, per trattare tosse, raffreddore, disturbi respiratori e come cura per la diarrea e come stimolante per la circolazione sanguigna.
Valeriana: questa radice come infuso, allevia dolori muscolari, dolore in generale e si dice che abbia un effetto calmante.
Pino bianco: onnipresente, i suoi aghi e la corteccia interna possono essere usate in tisane. Veniva usato come trattamento standard per problemi respiratori e congestione al petto.