Tanto tempo fa alcuni Navaho vivevano a est di Oraìbi. Avevano rapito, come spesso accadeva,
un piccolo Hopi. Erano molto severi con lui, lo facevano lavorare in continuazione e gli davano
pochissimo da mangiare, tanto che deperì molto.

Da qualche parte, a nord di questo accampamento Navaho, c’era un alto promontorio sul quale viveva
un grande Falco. Spesso questo Falco volava lì intorno e frequentemente vedeva questo ragazzino
e aveva pietà di lui. Una volta i Navaho fecero un grande raduno in un luogo non lontano
dall’accampamento dove stava il piccolo ma non lo portarono con loro.

Quando il Falco se ne accorse, volò all’accampamento e si mise a volare intorno, sopra al ragazzino.

Quest’ultimo si impaurì e pregò il Falco di non fargli del male. Immediatamente questi si sedette di fianco
al ragazzo e gli disse: “Non ti farò del male ma ho compassione di te e ti porterò a casa mia. Vieni, siediti
sul mio dorso e ti condurrò là”. Il bambino salì subito sul dorso del Falco tenendosi stretto alle ali e volò via con lui.
Mentre passavano dal luogo in cui si erano radunati i Navaho, questi notarono che il Falco stava portando
via il ragazzo e ne furono molto meravigliati. Non avrebbero mai immaginato una cosa simile.
Dopo che il Falco ebbe depositato il bambino sul promontorio, gli disse: “Andrò a prendere in prestito
dei vestiti per te. Sei nudo e hai bisogno di vestiti”. Piombò immediatamente sull’accampamento, scelse
il bambino di un Navaho importante, lo afferrò e ritornò al promontorio.
Mentre volava, strappò tutti i vestiti di dosso al bambino e poi lo lasciò cadere a terra.
Riunitisi i Navaho, urlavano ed erano estremamente impauriti.
A quel tempo i Navaho portavano ancora lunghi gambali di pelle di daino con bottoni gialli ai lati e anche
camicie di pelle di daino. Il Falco portò tale abbigliamento al piccolo Navaho.
Il Falco immediatamente dopo volò giù di nuovo, afferrò un altro bambino Navaho e lo portò tenendolo
a testa in giù, gli tolse i mocassini, lasciò andare il bambino e portò i mocassini al piccolo.

I Navaho erano molto spaventati e si erano dispersi in ogni direzione. Il Falco approfittò di questa confusione
e volò diverse volte portando via molti capi di vestiario e degli ornamenti Navaho per il piccolo.
Poi il Falco disse al bambino: “Tu, però, non sei abituato al cibo crudo che mangio io”.
“No” disse il bambino. “Non l’ho mai mangiato prima.”
Allora il Falco gli prese della legna da ardere e perfino del fuoco e della carne di coniglio.
Il ragazzo l’arrostì e la mangiò. Stette quattro giorni nella casa del Falco e alla fine dei quattro giorni
questi gli disse: “Domani mattina ti porterò a casa tua ad Oraìbi”.

Quindi il ragazzo salì di nuovo sul dorso del Falco il quale volò prima sull’accampamento Navaho dove fece
numerosi cerchi nell’aria mostrandosi ai Navaho e sorprendendoli molto, poi volò al villaggio di Oraìbi
e riportò il bambino a casa, dove visse per sempre.