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Nativi americani la medicina tradizionale indiana

Per I Nativi Americani la parola “Medicina” significava molto più che una sostanza per poter ristabilire la salute e la vitalità ad un corpo ammalato o esaurito. Medicina significava “Potere”, forza vitale vista dentro ogni aspetto della madre terra, “completezza” e “integrità”. La Medicina di una persona era la sua energia, l’espressione del suo organismo vitale, significava anche “Conoscenza”, perchè conoscere dà alla persona il potere di fare nella sua vita mentre senza non si otterrebbe altro che un deambulare cieco e sordo. “Medicina è tutto ciò che può sostenere l’uomo nel sentirsi collegato e in armonia con la natura e tutti gli esseri viventi ogni cosa che guarisce il corpo, la mente e lo spirito è Medicina. Per reperire le risposte a un problema, I nostri Antenati andavano nelle foreste o nelle mesas per osservare i presagi o I segni che li avrebbero aiutati e sostenuti nel processo di guarigione in questo modo essi si ricollegavano con I Poteri Superiori e gli Aiutanti di Medicina.

L’Uomo di Medicina

Manitonquat (Medicine Story) è Uomo di Medicina e leader spirituale degli Assonet Wampanoag Grande storyteller (racconta storie), ha fede nel potere che le storie hanno di guarire le persone, la comunità e perciò la Terra stessa. Egli ha detto che molto spesso le persone vanno da lui chiedendogli di insegnare come diventare sciamani e se lui dice che ci possono volere venti e più anni per insegnare ciò che vogliono, se ne scappano via piene di disappunto, alla ricerca di qualcosa di più veloce. Secondo lui le persone attratte dallo sciamanesimo stanno cercando solo qualcosa di magico, insieme al bisogno di venire riconosciuti come qualcuno che ha potere. Non si rendono conto che essi già ce l’hanno. In ogni caso, aggiunge, shaman è una parola che viene dalle antiche pratiche dei Nativi Siberiani e genera solo confusione trasferire termini propri di una cultura in un altra. Presso I Lakota si distinguono diversi tipi di Medicine men:

Wichasha wakan ovvero “uomo sacro” che a un antropologo apparirebbe come il classico “sciamano”. Lo si può divenire in molti modi: fin da bambino egli dimostra particolare senso del piacere a restare solo e contemplativo in rapporto all’ambiente in cui si trova a crescere, anche se non può essere stimato come sciamano all’età giovane la figura più anziana (non necessariamente collegata a livello di sangue con la sua famiglia ma una figura comunque anziana rispettata per la saggezza) chiamata il nonno in maniera confidenziale inizia allora a portarlo alle cerimonie, gli narra le credenze e le tradizioni del suo popolo e farà in modo che un uomo sacro lo istruisca sulle cose spirituali, può ricevere il potere da un animale, sia tramite un sogno, sia come risultato di una Ricerca di Visione. Oppure può ricevere il potere da un altro wichasha wakan, al momento della sua morte.

Pejuta Wichasha che significa letteralmente: “uomo delle erbe” è il classico uomo di medicina che ha il potere di guarire I malati. Deve saper parlare la lingua Lakota, perchè lingua e religione sono strettamente correlate deve possedere il potere di parlare con gli spiriti ed essere in grado di parlare il linguaggio segreto degli sciamani, l’hambloglaka. Deve conoscere I canti giusti per ogni medicina che utilizza e quelli delle cerimonie che esegue nel caso non li conosca o usi quelli sbagliati, tutto ciò che farà non avrà alcun effetto. Deve essere stato istruito nel suo lavoro da un uomo sacro più anziano possedere sincerità e sapere quando ha potere infatti il potere va e viene e può svanire in un batter d’occhio. Può utilizzare una sola o diverse medicine perché a nessuno è consentito conoscerle tutte. Deve avere alcune cose essenziali per le cerimonie di guarigione cioè un’ala d’aquila, una borsa per la pipa, e una pipa di pietra rossa (per I Lakota). Deve avere un sonaglio e un tamburo cerimoniali per invocare l’aiuto degli spiriti, ed anche salvia, cedro ed erba dolce, che userà per le fumigazioni purificatrici.

Ogni pejuta wichasha ha la propria Borsa di Medicina, con le sue erbe medicinali e I suoi oggetti di Medicina sacri che non presterà mai a nessuno nè dovrà farsi rubare pena la perdita dei poteri e delle sue peculiarità. Egli apprende I segreti delle erbe da un esperto o da sogni e visioni, la Medicina del Tasso e dell’Orso sono molto apprezzate perchè essi sono considerati pejuta wichasha a quattro zampe. Un uomo di Medicina sa dove e da quale direzione avvicinarsi ad un’erba e se essa sia efficace di giorno o di notte. Si dovrebbe sempre raccogliere l’intera pianta, compresa la radice e mai raccogliere una pianta con i semi.

Una pianta raccolta in modo non cerimoniale non farà guarire nessuno, lo sciamano è capace di introdursi nella mente del malato e percepirne il dolore (questi sono principi di empatia e rispetto verso la natura). Presso I Lakota per chiedere l’aiuto di un Uomo di Medicina bisogna mandargli una pipa di pietra rossa, che lui poi restituirà. Alcune guarigioni vengono eseguite spiritualmente attraverso cerimonie, preghiere, sventolando ali d’aquila e attraverso l’atto di fumare la Sacra Pipa. In questi casi non si somministra alcuna medicina speciale mentre altre cure vengono effettuate preparando una certa tisana, un infuso o una poltiglia ottenuti da una pianta speciale cosa che spesso viene combinata con la capanna sudatoria.

Yuwipi che significa “lo scopritore”, “il sognatore della Roccia”, “l’uomo delle luci tremolanti”, “colui che viene legato”, “l’uomo delle pietre che rintracciano”: queste sono alcune espressioni Lakota che indicano questa figura misteriosa, per il fatto inerente alla cerimonia particolare di guarigione che solo lui può compiere. Ci si rivolge a lui quando un bambino si è allontanato e non lo si trova più, quando si perde o ci viene rubato qualcosa, quando una persona malata vuole sapere la causa della sua malattia. Allora l’uomo Yuwipi prepara il rito del Mistero notturno dove attraverso la propria personale Pietra sacra, si metterà in contatto con gli spiriti per conoscere ciò che è necessario sapere.

La sua pietra è sempre perfettamente rotonda e spesso dipinta di rosso, ed è una “pietra che rintraccia”. In questa pietra è incarnato Tunka, la Roccia, il Potere Soprannaturale dell’inamovibile. L’uomo Yuwipi usa anche dei sonagli di zucca, riempiti di quattrocentocinque, numero che rappresenta tutti I diversi tipi di piante presenti secondo i miti dei Lakota piccoli cristalli presi dai formicai queste sono le “pietre che parlano” e il loro suono è la voce degli spiriti.

Wapiya è stregone e mago, temuto e ammirato al tempo stesso, a seconda dell’uso che fa del proprio potere infatti con la sua conoscienza positiva guarisce i malati, mentre nel suo aspetto negativo è il “custode delle ossa”, lo stregone malefico che provoca le malattie. Un Wapiya buono può utilizzare un bastone di legno per perforare una vena e far uscire il sangue cattivo insieme alla malattia oppure può aspirarla con la bocca direttamente dal corpo del malato e poi sputarla via come avviene nei riti di guarigione peruviani.

Waayatan è il profeta, colui che è in grado di vedere nel futuro e di predire ciò che accadrà.

Heyoka rappresenta il “contrario”, colui che fa tutto alla rovescia. Heyoka è l’inversione dell’espressione hoka hey che i Nativi indiani guerrieri gridavano lanciandosi nelle battaglie. Egli è un “sognatore del Tuono”, cioè deve aver sognato Wakinyan, gli Uccelli del Tuono poiché sognandoli diventa automaticamente un heyoka, che lo voglia o no. La sua figura fa entrare il divertimento nel sacro ma essere un heyoka non è una cosa da scherzarci sopra perchè il suo potere è immenso infatti può guarire in maniera incredibile o addirittura cambiare il tempo atmosferico quando sia necessario. Nella tradizione Seneca non viene mai svelato quali, tra I membri della Nazione sono le Persone di Medicina. Una vera Persona di medicina non dice mai “Io sono un Uomo o una Donna di Medicina.” Altri potranno dirlo di qualcun altro, ma è proibito dichiararlo di se stessi. Lame Deer narra che suo padre gli diceva sempre: “Un wichasha wakan deve essere più alto di un’aquila e più in basso di un verme. Deve avere I piedi per terra, essere umano e, allo stesso tempo, qualcosa di più che umano.”

Presso i Seneca una persona di medicina deve avere cinque requisiti: deve essere un consulente, cioè assistere gli altri aiutandoli a scoprire le proprie inclinazioni personali, la propria Medicina e un buon sentiero da percorrere nella vita. Deve essere capace di impartire soluzioni tradizionali facendo uso della legge tribale e della saggezza. Deve essere uno storiografo dei ricordi della terra, cioè conoscere i racconti della creazione e i primi quattro mondi o età dell’umanità, come pure le profezie dei futuri quinto, sesto e settimo mondo. Deve essere un erborista e guaritore, cioè conoscere l’utilizzo delle piante medicinali e delle cure di guarigione naturali che derivano da Madre Terra.

L’Erborista conosce anche la medicina delle creature animali e il modo in cui esse assistono gli uomini nel trovare cure spirituali o mentali. Questo talento include anche la capacità di riconoscere e diagnosticare le malattie del corpo, della mente e dello spirito. Deve possedere il dono della profezia ovvero essere un veggente, un sognatore o comunque essere in grado di comunicare con il Mondo dello Spirito a proprio piacere, poichè in qualsiasi momento potrebbe verificarsene la necessità. Deve avere la capacità di insegnare ad altri tutti gli aspetti della saggezza e della conoscenza, la sua esperienza deve essere condivisa perchè la Medicina possa continuare a vivere e ad assistere le generazioni future.

Fools Crow , morto nel 1989, Capo Cerimoniale dei Teton Sioux, considerato da molti il più grande uomo sacro nativo americana nell’ultimo secolo, definiva le persone di medicina ” ossa vuote ” attraverso le quali operano i poteri superiori agivano per curare il mondo e la terra, disse anche al suo biografo ed amico Thomas E. Mails:

“Le ossa più pulite servono Wakan Tanka e I Poteri Superiori nel modo migliore; le persone sacre e le persone di medicina lavorano duramente per divenire pulite. Più l’osso è pulito, più acqua vi si potrà versare dentro e più velocemente scorrerà. Il potere ci arriva dapprima perchè facciamo di noi ciò che dovremmo essere, e quindi scorre attraverso di noi verso l’esterno, verso gli altri. Il potere prende il sopravvento nella vita di una persona sacra. Influenza ogni cosa di noi.

Siamo in grado di guarire noi stessi e gli altri. Possiamo compiere viaggi con il nostro spirito fino alle dimore dei Poteri Superiori, e possiamo trasformarci in creature animali o in uccelli che vadano tra la gente a vedere cosa sta accadendo. Ma tutte le Persone di Medicina sono differenti dalla gente comune. Il modo in cui pensano è differente. Ciò che accade loro è differente. Comprendono cose dentro di sè che gli altri non capiscono. Sono questi pensieri e questa comprensione a far sì che raggiungano gli apici di potere necessari per il loro lavoro. Le nostre vite sono una danza di potere; la nostra gente lo vede e perciò ci onora. Non ho mai toccato nè alcool nè droghe; non ho nemmeno fatto uso del peyote come avviene nella Native American Church. Wakan Tanka è in grado di portarmi più in alto di quanto possa fare qualsiasi pianta.”