Immagina che non ci sia nulla.
Una stanza vuota.
E Lei seduta al centro con la sua bambola di pezza in braccio.
Si guarda intorno con aria perplessa.
Sembra debba decidere su come gestire quel potere improvviso che le permette di eliminare il mondo.
Fa alcuni tentativi.
Un battito di ciglia e attorno riappare la sua stanzetta.
I mobili, il letto,le luci, i vestiti e i giocattoli.
Un altro battito di ciglia e tutto scompare di nuovo.
Tutto. Nulla. Tutto. Nulla.
Aspetta un attimo.
Come mai quando tutto scompare non scompare anche la mia bambola di pezza.
C’è qualche regola segreta in questo gioco?
Appoggia la bambola per terra a un metro da Lei.
Sbatte le ciglia e tutto scompare e riappare,ma non scompare la bambola.
La raccoglie e la guarda negli occhi.
La bambina e la bambola che si specchiano una nell’altra.
C’è un limite alla fantasia?
Un confine magico oltre il quale esiste un mondo sconosciuto dalle regole bizzarre.
Tenendo in braccio la bambola in un mondo vuoto la bambina scopri’ la prima di queste regole.
Con la fantasia puoi ricostruire il tuo mondo, ma per credere che quel che mondo esista dovrai sempre osservarlo con i tuoi occhi e vederlo riflesso negli occhi di qualcun altro.
Fossero anche gli occhi di vetro della tua bambola di pezza,
Guido Prussia

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